da 100 Anni il caffè senza pecca...

CIAK è buona la prima!

A casa o in ufficio… come al bar, se non meglio CIAK è la soluzione ideale per un caffèsenza pecca anche in ufficio! Con CIAK è buona la prima come l’ultima tazzina, in qualunque momento della giornata, perché trasmette sempre tutto il gusto della corposa miscela Brasilrecca del Bar! Un prodotto riconosciuto a livello internazionale (standard Easy Serving Espresso) per funzionalità e pulizia, crema e aroma.
Il futuro dell’espresso è monodose, ed anche Brasilrecca a seguito di studi, ricerche e collaudi eseguiti per oltre un anno ha messo in commercio l’innovativo sistema del caffè a Cialde, prodotto di qualità elevatissima, buono come quello del bar (se non meglio).
Al ristorante, a casa o in ufficio, l’obiettivo è offrire al consumatore un caffè di altissima qualità e di semplicissima preparazione.
Anche il ristoratore potrà offrire ai propri clienti la qualità Brasilrecca semplicemente con l’uso delle cialde.
I vantaggi sono molteplici: la pulizia (la cialda contiene la polvere di caffè macinato senza perdite di polvere di caffè da pulire), l’igiene (il confezionamento singolo evita il contatto e l’eventuale contaminazione del prodotto), la qualità costante (tutti i caffè erogati sono uguali l’uno all’altro, fin dal primo mattino, senza l’onere di erogare caffè a vuoto alla prima accensione della macchina professionale, procedura da effettuare al bar  ogni mattina per portare a regime la temperatura della macchina), l’economia (non si verificano sprechi e perdite di prodotto inevitabili con il procedimento tradizionale, i consumi elettrici delle macchine a cialde sono decisamente inferiori ai consumi delle macchine Bar tradizionali, assenza del macinino); la semplicità d’uso( l’utilizzo delle macchine a cialde può essere effettuata  anche da personale non esperto nella gestione di macchine professionali); la velocità ( i tempi di gestione della macchina a cialde e di erogazione sono limitanti e si evitano tempi morti)

Caffè: la “Bevanda del Diavolo”

Forse non tutti sanno che il Caffè al suo primo apparire in Italia trovò molti osteggiatori.
In primis la Chiesa che combattè soprattutto l’uso di andare alle “botteghe del caffè”: erano viste e giudicate come luogo di perdizione.
Si tentò di proibire l’abitudine, ma l’allora Pontefice Clemente VII volle provare la “Bevanda del Diavolo” prima di condannarla: gli piacque così tanto che impartì una immediata benedizione battezzandola “ Bevanda Cristiana”

Pena di morte a base di caffè

Forse non tutti sanno che una leggenda racconta che in Svezia Re Gustavo III condannò a morte due ladri. La sentenza doveva essere impartita mediante “somministrazione di caffè”.
Ma dopo che venne ripetuta per ben quattro volte senza provocarne la morte i due ladri furono liberati: I due “fortunati” vissero fino a 83 anni!

Caffè e Islam

Forse non tutti sanno che il caffè trovò un posto d’onore nella cultura islamica.
Nella cultura dei paesi arabi erano e ancora oggi sono banditi l’alcol e ogni sostanza che inebriava.
Il caffè, invece venne associato ad uno stato di lucidità mentale, al punto che il suo consumo fu addirittura spropositato e senza controindicazione alcuna.
E’ qui che sorsero i primi locali pubblici dove si consumava caffè.
Nei primi anni del Cinquecento, tuttavia, il governatore della Mecca, nella convinzione che il caffè "portava il popolo alla ribellione", provò ad impedirne il consumo. Ma la popolazione reagì con tale energia che il divieto fu immediatamente abrogato.

Separazione per giusta causa

Forse non tutti sanno che in passato, in Turchia, paese notoriamente poco femminista, la donna poteva chiedere la separazione per giusta causa se l’uomo le proibiva di bere caffè.
Il problema comunque non si poneva, perché erano proprio gli uomini a incentivare il consumo di caffè da parte delle donne, nella convinzione che questo le favoriva durante il parto.

Napoli e il caffè “sospeso”

Forse non tutti sanno che c'era in passato un'usanza molto curiosa: quella del "caffè sospeso". Siamo a Napoli e chi era meno abbiente poteva trovare al bar un caffè in omaggio pagato da un'altra persona, che lo lasciava appunto in sospeso per chi volesse consumarlo. In disuso da qualche anno, sembra che l'usanza voglia riproporsi così da proseguire questa opera di "solidarietà", ed è stata accolta anche da Firenze da una decina di bar anche famosi.

De Filippo e il caffè

Forse non tutti sanno che il grande Eduardo De Filippo in un suo racconto descrive l’utilizzo dell’"abbrustulaturo" e dell’atmosfera che intorno a questo si creava.
De Filippo narra che le famiglie meno abbienti abbrustolivano per conto loro il caffè, poiché comprarlo crudo costava meno. In tante strade e nei vicoli di Napoli, durante il processo di tostatura, si sprigionava dai balconi un aroma delizioso, penetrante, irresistibile di caffè.
L’"abbrustulaturo" era un cilindro lungo dai 30 ai 60 centimetri, appoggiato, per mezzo di un perno posto ad una delle due estremità, ad una scatola in metallo, alla base della quale vi era una griglia per accendere la brace. All’interno del cilindro andavano inseriti i chicchi crudi di caffè e, continuando a girare la manovella posta all’altra estremità del cilindro, li si facevano rovesciare sempre su se stessi finché non diventavano color "manto di monaco".

Come si beve il caffè?

Si dice che il caffè vada bevuto "imprecando", cioè bollente.

Caffè sotto il segno dell'amicizia

Il caffè alla valdostana è segno di amicizia, di solidarietà, di alleanza. Esso, infatti, viene bevuto in compagnia per mezzo della coppa dell'amicizia, cioè la classica grolla, un recipiente in legno a più beccucci da dove fuoriesce il caffè caldo e alcolico, preparato con un pò di grappa, un liquore un pò aromatizzante, molto zucchero e una scorza di limone.

E' vero che il caffè non fa dormire?

Tra gli effetti più noti della caffeina, sostanza notoriamente contenuta nel caffè, vi è la sua capacità di caricare e favorire l’attenzione.
La caffeina, alle dosi abitualmente consumate con il caffè, stimola la vigilanza ovvero la capacità di mantenere costante l' attenzione e ...

Un po’ di sale nel caffè

Quando si prepara il caffè, per esaltarne il gusto, si deve mettere nell’acqua della caffettiera un granello di sale. Sarà vero?

Il caffè come il vino?

Il caffè ha bisogno di almeno 2 ore di aerazione per adeguarsi alle condizioni ambientali, quindi, in condizioni di lavoro tipiche dei bar, le confezioni di caffè dovrebbero essere aperte almeno 2 ore prima del loro utilizzo.

Caffè da buongustai

I buongustai consigliano di macinare ogni volta la quantità di caffè che serve, per mantenere il massimo dell’aroma; e se si vuole un gusto veramente particolare si può macinare una mandorla insieme al caffè.

Loro hanno detto
mi Piace e Tu?